Sabato 23 Settembre 2017

Aria di saldi, si inizia domenica

Tutti i consigli di Confesercenti Potenza e l’appello al rispetto delle regole tra commercianti e consumatori.

Nessuna variazione nella normativa regionale, escluso un avvio anticipato a sabato.

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CONFESERCENTI POTENZA: SALDI, NEVE E MALTEMPO CONDIZIONANO ANDAMENTO

16 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI POTENZA

Dopo un buon avvio la neve e il maltempo stanno condizionando negativamente la stagione dei saldi invernali. E se da un lato si registra una crescita dell’interesse per l’abbigliamento “caldo”, dai capispalla e maglioni a sciarpe, guanti e cappelli, il freddo ha frenato clientela e vendite. Lo sostiene Confesercenti Potenza riferendo di un clima più preoccupato tra gli esercenti potentini. Una situazione in tutta la provincia “a macchia di leopardo”, nel senso che ci sono esercizi, soprattutto di calzature, che hanno quasi esaurito i nuovi arrivi ed esercizi, in particolare di abbigliamento, che non riescono a smaltire rimanenze di magazzino. 

“I saldi hanno un’importanza evidente per i consumi interni, ma nonostante questo – spiegano Prospero Cassino e Roberto Manzoni, Presidenti di Confesercenti e di Fismo – hanno un numero record di detrattori, che li tacciano di essere un’anomalia italiana e ne invocano la liberalizzazione, senza considerare che le vendite di fine stagione sono regolamentate in molti Paesi d’Europa. Ma se i periodi venissero liberalizzati, i saldi morirebbero, non sarebbero più credibili: la data unica di inizio  permette infatti al consumatore di verificare i prezzi di partenza, e a tutte le imprese di godere di un annuncio pubblicitario collettivo, creando l’evento anche per i piccoli. Abolirla andrebbe a vantaggio solo delle grandi, che possono contare su importanti interventi pubblicitari. I saldi  365 giorni su 365, inoltre, causerebbero la definitiva ‘outletizzazione’ dell’offerta commerciale: sconti su “beni” di cui è ignoto il prezzo di partenza. Una pratica questa, che certamente non va a favore né delle pmi né dei consumatori. E che danneggia il commercio urbano, incidendo anche sull’attrattività turistica e unicità delle nostre città”.

Secondo Cassino “questo fine settimana segnerà una ripresa di vendite per i ritardatari dell’abbigliamento invernale e per effetto delle previsioni di nuove nevicate e gelate.  Per chi ama l’abbigliamento è meglio del Black Friday, anche perché le vendite di fine stagione non sono semplici promozioni. Le prime sono infatti strategie di marketing, spesso aggressive e furbette, per attirare clienti con sconti, a volte fasulli. Le vendite di fine stagione, invece, sono un evento completamente differente: sono infatti effettuate su prodotti di carattere stagionale o articoli di moda già in assortimento nei negozi, suscettibili, entro un certo periodo di tempo, di deprezzamento. La riduzione dei prezzi per i consumatori, dunque, è mediamente più elevata rispetto ad eventi promozionali come il Black Friday. Durante i saldi i consumatori possono comprare articoli di qualità a costi realmente inferiori a quelli iniziali”.

SALDI, TRA OGGI E GIOVEDÌ 5 AVVIO IN TUTTA ITALIA. ALTA ATTESA TRA NEGOZIANTI DOPO NATALE DELUDENTE

02 Gennaio 2017 NEWS CONFESERCENTI

Manzoni: “Possono valere 5 miliardi di euro di consumi, sono meglio del Black Friday: lo sconto medio è più elevato. Ma servono più controlli”

Saldi invernali 2017 al via. Tra oggi e giovedì le vendite di fine stagione si avvieranno in tutte le Regioni italiane. Ad iniziare per prime, il 2 gennaio Sicilia e Basilicata, mentre le altre daranno il via agli sconti il 5 gennaio.

 

Quest’anno i saldi sono un evento particolarmente atteso. Tra i consumatori italiani, innanzitutto: oltre un italiano su due – il 58% – si dichiara interessato o molto interessato ad acquistare prodotti, in due casi su tre d’abbigliamento. Ma anche tra i commercianti, che sperano di recuperare un andamento delle vendite natalizie sotto le previsioni.

 

“I saldi rappresentano un’occasione sia per i consumatori che per i commercianti – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l’Associazione che riunisce i commercianti del settore moda di Confesercenti. “Secondo le nostre stime elaborate in base alle intenzioni di acquisto degli italiani, possono valere potenzialmente oltre 4,9 miliardi di euro di consumi, per una spesa media di circa 330 euro a famiglia”. Una boccata d’ossigeno per un settore che – secondo le proiezioni dell’Osservatorio Confesercenti – non è ancora uscito dalla crisi: nel solo 2016 hanno cessato l’attività oltre 6mila negozi indipendenti d’abbigliamento, tessili, calzature e accessori, sia nel centro nord (-3.721 imprese) che al Sud e nelle Isole (-2.411).

 

“Anche il Natale 2016 – continua Manzoni – caratterizzato da un clima molto mite, non ha dato la spinta attesa alle vendite stagionali. E visto che le condizioni del tempo non hanno invogliato all’acquisto di capi invernali, i clienti dei prossimi saldi avranno a disposizione un assortimento di prodotti superiore alla media da acquistare a prezzo scontato. Per chi ama l’abbigliamento è meglio del Black Friday, anche perché le vendite di fine stagione non sono semplici promozioni. Le prime sono infatti strategie di marketing, spesso aggressive e furbette, per attirare clienti con sconti, a volte fasulli. Le vendite di fine stagione, invece, sono un evento completamente differente: sono infatti effettuate su prodotti di carattere stagionale o articoli di moda già in assortimento nei negozi, suscettibili, entro un certo periodo di tempo, di deprezzamento. La riduzione dei prezzi per i consumatori, dunque, è mediamente più elevata rispetto ad eventi promozionali come il Black Friday. Durante i saldi i consumatori possono comprare articoli di qualità a costi realmente inferiori a quelli iniziali. Ma perché il meccanismo dei saldi funzioni correttamente, c’è bisogno di ripristinare un quadro di regole certe e porre fine alla confusione nel settore. Servono controlli per bloccare i pre-saldi illegali e per fermare le pubblicità ingannevoli, che fanno passare la promozione di prodotti che non hanno alcuna stagionalità per vendite di fine stagione. I saldi sono uno strumento utile a consumatori e a imprese, vanno tutelati”.

 

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SALDI INVERNALI 2017: IN BASILICATA L'INIZIO E' PREVISTO PER IL 2 GENNAIO

30 Dicembre 2016 NEWS CONFESERCENTI

Trasmettiamo le tabelle relative ai periodi delle vendite di fine stagione risultanti dai provvedimenti adottati in materia dalle Regioni e dai Comuni ai sensi dell’art. 15 comma 3 D.Lgs Bersani n. 114/1998 e ss. (Riforma del commercio).
Le Regioni stesse, nel dar seguito all’accordo siglato in sede di Conferenza con le Province autonome il 24 marzo 2011 ed integrato da ultimo il 7 luglio 2016, hanno uniformato sulla maggior parte del territorio nazionale la data di inizio dei prossimi saldi invernali al 5 gennaio 2017 (primo giorno feriale antecedente l’Epifania).
Resta comunque salva ogni eventuale prossima diversa deliberazione da adottare in merito all’oggetto a cura dei rispettivi Assessorati al Commercio.
Le varie discipline regionali hanno confermato il divieto di effettuare vendite promozionali nel periodo antecedente l’inizio delle vendite di fine stagione.

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Per la regione Basilicata l'inizio dei saldi è previsto per il 2 Gennaio e continuerà fino al 2 Marzo.

SALDI, COME È ANDATA LA STAGIONE? BILANCIO TRACCIATO DALLA CONFESERCENTI

20 Settembre 2016 NEWS CONFESERCENTI POTENZA

All'acquisto compulsivo sta subentrando una scelta consapevole.
In Basilicata la stagione dei saldi estivi, dopo un inizio decisamente fiacco, senza alcun tipo di entusiasmo da parte dei consumatori ha segnato una leggera ripresa. Nel capoluogo di regione, in particolare, il buon afflusso di visitatori e turisti ha premiato lo sforzo di quegli esercenti (soprattutto di abbigliamento ed accessori) che hanno ridotto notevolmente i giorni di chiusura feriale specie nel centro storico dove “serranda selvaggio” del Ferragosto appartiene ormai al ricordo del passato. E’ quanto sottolinea una nota della Confesercenti evidenziando che nemmeno gli sconti bastano a risollevare i consumi moda. Un risultato generalmente sotto le attese che non basta ad invertire la crisi profonda del comparto. La quota di budget delle famiglie dedicata alla moda, nel 2015, si attesta al 4,6%, in calo di circa un punto percentuale rispetto al 2010 (quando era il 5,5%).
"Avevamo previsto – afferma Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza – una spesa media per l'acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo di circa 230 euro a famiglia, ma al momento di tirare le somme saremo al di sotto. A pesare, tra i molti fattori, il cambiamento di abitudini, che sembrano essere meno interessati di un tempo alla moda, una delle poche aree di spesa che continuano a perdere terreno, in quanto oggi più rappresentativo sembra essere il modello di cellulare posseduto".
Il calo di spesa ha avuto pesanti ripercussioni sul tessuto imprenditoriale: dal 2010 ad oggi si registra la sparizione di oltre 12mila imprese del comparto tessile, abbigliamento e calzature (passate da 140.271 del 2010 alle 127.856 del giugno di quest’anno, con una caduta del 9%) e più di 25mila posti di lavoro: secondo le stime dell’Ufficio economico Confesercenti, gli occupati del settore sono passati, nello stesso periodo, da 350.677 a 324.692, per un calo del 7,4%.