"I piccoli negozi soffrono ancora"

“La deregulation su giorni e orari premia le imprese più strutturate. In calo quelle con meno di cinque lavoratori”

“I piccoli negozi soffrono ancora”

Dati Istat sulle vendite, Lamorgese (Confesercenti) vede parziali segnali di ripresa in vista del Natale

piccolo negozi

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CONFESERCENTI: SEGNALE INCORAGGIANTE DA VENDITE ULTIMO MESE

I dati Istat sulle vendite dell’ultimo mese lanciano un segnale incoraggiante, che fa sperare finalmente in un Natale di vera ripresa dei consumi. So bene che è ancora prematuro parlare delle festività di Natale alle quali tutti i commercianti guardano sempre con grandi aspettative. Prima di poter esprimere valutazioni definitive è necessario attendere un consolidamento. Già in altre occasioni si sono registrate variazioni positive che alla prova dei fatti si sono rivelate effimere. Per ora ci limitiamo ad un messaggio di ottimismo di cui hanno bisogno cittadini-consumatori ed esercenti potentini.

Così il presidente provinciale di Potenza di Confesercenti Giorgio Lamorgese in una nota.

In questo contesto, va però certamente sottolineata la dinamica positiva su base mensile delle piccole superfici. Un’inversione di tendenza inattesa e benvenuta, anche se non basta a portare l’anno in attivo. Le vendite tra gennaio e settembre restano infatti abbondantemente in campo negativo: -0,6% in valore e, stimiamo, -1,2% in volume. Come sempre, il vero traino è costituito dalla grande distribuzione che mette a segno una forte variazione delle sue vendite (+5,6% rispetto allo scorso anno), anche se per i primi nove mesi stimiamo che la crescita in volume si sia fermata all’1,1%. Una performance comunque più solida di quella delle piccole imprese, per le quali la strada appare ancora tutta in salita.

Il gap tra grandi e piccoli del commercio è infatti evidente se si passa all’analisi delle imprese per classe d’addetti. Nonostante il contesto generale di ripartenza, i negozi con cinque lavoratori o meno continuano a soffrire, con vendite in calo sia sul mese (-0,8%) sia sull’anno (-2,4%). Un effetto evidente della deregulation dei giorni e degli orari apertura, che ha creato un regime di vendite h24 che premia sistematicamente le imprese più strutturate. Ed è invece impossibile da sostenere per i piccoli, che non dispongono di un’adeguata forza lavoro. Si tratta in prevalenza di esercizi commerciali di vicinato, elementi fondamentali per l’attrattività e la qualità della vita delle nostre città, che appaiono ancora lontani dalla ripresa. Piccoli e piccolissimi imprenditori che hanno pagato il prezzo più alto della crisi, e che in questa fase vanno sostenuti. È fondamentale, in particolare, estendere a loro misura i benefici di Impresa 4.0, per rilanciare e modernizzare la rete del commercio di prossimità. Ma servono anche misure specifiche, dall’introduzione della cedolare secca per i locali commerciali all’alleggerimento di fisco e tariffe sulle imprese di minori dimensioni. Senza interventi mirati la desertificazione dei centri urbani è destinata a proseguire: dal 2007 ad oggi sono già sparite oltre 100mila imprese del commercio, un’emorragia che dobbiamo fermare.

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La giungla delle sagre ”fasulle”

Confesercenti punta il dito contro la concorrenza sleale. E propone un regolamento sulle manifestazioni di somministrazione temporanea
La giungla delle sagre ”fasulle”
Tra luglio e agosto diventano occasione per promuovere ogni tipo di prodotto

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CONFESERCENTI: SVOLTA STORICA, PER LA PRIMA VOLTA UNA DONNA ELETTA PRESIDENTE

L’assemblea annuale di Confesercenti segna una svolta storica perché per la prima volta nel mondo delle piccole imprese il vertice di una associazione di categoria è femminile. Patrizia De Luise, con un voto all’unanimità, è stata eletta presidente della associazione dei commercianti, e dopo la grande industria (con Emma Marcegalia) e il sindacato (con Renata Polverini, Susanna Camusso e Annamaria Furlan) anche le commercianti sono dunque riuscite ad ottenere la massima rappresentanza nazionale. E’ quanto sostiene una nota di Confesercenti Potenza presente all’assemblea con una delegazione guidata dal presidente Giorgio Lamorgese e tra gli altri dal vice presidente Prospero Cassino e Antonio Vitucci della Giunta esecutiva.
De Luise arriva alla presidenza in un periodo non facile. La crisi del mercato interno ha colpito soprattutto le Pmi del commercio, che sono state letteralmente decimate. Tra il 2011 ed il 2016, ci sono state ben 267mila chiusure, in media 122 al giorno (in Basilicata la media è di 2,3 al giorno). Fa eccezione il commercio in franchising, che trova affermazione nella grande distribuzione ma anche e soprattutto tra i piccoli commercianti. Guardando al mercato del lavoro la situazione non appare migliore. Escludendo le libere professioni, dal 2007 ad oggi, imprenditori, lavoratori in proprio e collaboratori familiari sono passati da 4,3 milioni a 3,7, con una perdita secca superiore alle 600mila unità. Nello specifico – sottolinea la nota Confesercenti – abbiamo perso 81mila imprenditori in senso stretto, 78mila lavoratori in proprio con dipendenti, 336mila senza dipendenti e 108mila coadiuvanti familiari.
Per invertire la rotta Confesercenti propone al governo un patto per i salari che permetta di applicare ai futuri incrementi retributivi contrattuali la detassazione attualmente riconosciuta ai premi di produttività. Si recupererebbero così 10 miliardi di reddito disponibile.
Le prime parole della neo presidente De Luise sono ampiamente condivise dai dirigenti potentini della confederazione: “Dobbiamo tornare al centro dell’agenda perché se le nostre imprese vivono, vivono anche le città e il turismo. Dobbiamo dire no alla politica che risolve tutto stangando attività e famiglie e sostenere gli interventi che fanno crescere e riconoscono la dignità e il lavoro di tutti”. Le tasse? “Non è dallo scontrino non emesso che si può controllare l’evasione di un’azienda – ha detto in passato – ma un’impresa che si rispetti deve pagare le tasse. Sono però contraria anche a quell’altra evasione che è totale e arriva dalla contraffazione. Una realtà che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, ma verso la quale non viene preso nessun provvedimento”.
Per i dirigenti Confesercenti Potenza la “ricetta” tracciata dalla nuova presidente carica di impegno quanti sui territori quotidianamente si battono perché non ci sia più una saracinesca abbassata per sempre.

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Aria di saldi, si inizia domenica

Tutti i consigli di Confesercenti Potenza e l’appello al rispetto delle regole tra commercianti e consumatori.

Nessuna variazione nella normativa regionale, escluso un avvio anticipato a sabato.

lanuova 26 6 2017

saldi gazz 26 6 2017

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Operazione contrasto commercio abusivo a Rionero: plauso confesercenti.

rionero in vultL’operazione di contrasto al commercio ambulante abusivo attuata a Rionero in Vulture dalla Polizia Locale è un buon segnale perché il mix tra contraffazione e abusivismo commerciale costa ogni anno un centinaio di milioni ai negozianti della Basilicata, i titolari di piccoli negozi che pagano regolarmente tasse e tributi locali . Lo sostiene Confesercenti Potenza, in una nota a firma del presidente Giorgio Lamorgese, che ricorda la denuncia di Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) Confesercenti: 50 mila gli irregolari con un giro d’affari di 5 miliardi di euro l’anno. Dunque – aggiunge - un esercito di venditori abusivi rischia di mettere in ginocchio il settore del commercio ambulante che da solo rappresenta il 15 per cento delle attività commerciali. Cinquantamila irregolari, in gran parte gestiti e sfruttati dalla criminalità organizzata, erodono in misura continua e crescente il fatturato (25 miliardi di euro annui) delle 180 mila imprese ambulanti che operano negli 8.000 comuni italiani, spesso li dove il commercio tradizionale e soprattutto la grande distribuzione non arrivano. Così, complici la crisi economica, la mancanza di controlli adeguati e l’accondiscendenza di buona parte degli italiani (il 48 per cento secondo un nostro sondaggio Confesercenti SWG), 4-5 miliardi finiscono ogni anno nelle casse del commercio abusivo. E mentre gli illegali prolificano, cresce il numero delle imprese, ambulanti o tradizionali, che chiudono i battenti, facendo somigliare il saldo tra aperture e chiusure sempre più ad un bollettino di guerra.
“E’ un fenomeno drammatico per l’ambulantato, ma pesante anche per il commercio in generale e per l’economia – sottolinea il presidente Confesercenti – e da tempo ne stiamo denunciando a gran voce prima i rischi e poi i danni. Per questo, abbiano apprezzato l’operazione di Rionero dove come nel resto del Vulture-Alto Bradano il fenomeno abusivismo è dilagante e non solo in occasione di feste e sagre.
Secondo l’Ufficio Studi Confesercenti sono 589 le imprese di commercio al dettaglio ambulante registrate alla Camera di Commercio di Potenza al 31 dicembre scorso con un decremento dell’11% rispetto al 2012. Anche in Basilicata si registra un boom di ambulanti extracomunitari per la stragrande maggioranza abusivi.
“Il boom di imprese a conduzione straniera nel commercio ambulante è impressionante e solleva qualche dubbio. Il nostro sospetto –è scritto nella nota - è che dietro il formidabile aumento delle imprese registrate si celino fenomeni di irregolarità ed abusivismo e che andrebbero indagati a fondo dalle Autorità. Ai consumatori lucani - è scritto nella nota - i mercatini piacciono sempre di più, anche per gli effetti della crisi e della necessità di risparmiare, soprattutto perchè, grazie a un commercio di prossimità, possono acquistare prodotti tessili, abbigliamento e calzature, ma anche prodotti per la casa, fiori e piante, piccoli elettrodomestici o materiale elettrico, a prezzi inferiori a quelli dei negozi. Ma – conclude Lamorgese – attenzione a cosa si acquista.

Fonte: www.lasiritide.it/canestro.php?articolo=19743

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CONFESERCENTI POTENZA: GIORGIO LAMORGESE NUOVO PRESIDENTE

lamorgese

Giorgio Lamorgese è il nuovo presidente provinciale della Confesercenti di Potenza. Lo ha eletto all'unanimità l'Assemblea Elettiva dell'organizzazione di categoria, l’ottava nella storia più recente della confederazione, riunitasi per l'importante adempimento statutario e per fare il punto della situazione organizzativa in vista dell’assemblea nazionale annuale del 19 giugno prossimo. Ad affiancarlo ci sono i Vice Presidenti Donato Traficante e Prospero Cassino e il Presidente dei Giovani Imprenditori Angelo Tepedino.
Lamorgese , 36 anni, di Potenza, è imprenditore di esperienza, subentrato insieme al fratello nella prestigiosa azienda di famiglia, condotta dal padre.
Il nuovo presidente succede a Prospero Cassino, imprenditore di Moliterno, che, per tre mandati, dal 2002 al 2017 (non più rieleggibile), ha retto le sorti dell'Associazione di Categoria puntando sul rinnovamento e dando una visione più globale della struttura organizzativa, più funzionale, più vicina alle esigenze delle piccole e medie imprese. «Un vero e proprio punto di riferimento per i tanti micro e piccoli imprenditori del capoluogo e della nostra Provincia “– è stato sottolineato nel corso dei lavori .
«Si parte – ha esordito il presidente Lamorgese – dal punto di arrivo della gestione Cassino. Il mio sarà un progetto di continuità per non sminuire i brillanti risultati ottenuti dalla presidenza che mi ha preceduto. Questa Organizzazione ha ancora un compito importante da assolvere per la tutela e la salvaguardia delle piccole e medie imprese: aprire un confronto con le Istituzioni , il mondo sociale e le altre strutture di settore in un rapporto di pari dignità. Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato rappresenta il tessuto produttivo dell’Italia. Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese e della nostra Regione. Per questo, le imprese vogliono esprimere il profondo disagio per le condizioni di pesante incertezza in cui sono costrette ad operare ma anche avanzare concrete proposte di rapida attuazione che possano evitare il declino economico e ripristinare un clima più positivo e di maggior fiducia nel futuro. Esaurite le fasi organizzative post-elezione ci confronteremo con questo mondo per meglio tutelare il lavoro e la missione delle nostre imprese ormai sempre più minacciate da crisi ed effetti collaterali».
L'Assemblea è stata aperta dalla relazione introduttiva del presidente uscente Prospero Cassino che ha tracciato un bilancio sulle attività svolte e sui prossimi impegni in cantiere. La priorità è segnata dalle vendite ancora al palo. I dati Istat sul commercio ci consegnano ancora una volta un quadro deludente. Dopo un febbraio fortemente negativo, a marzo non si registra alcuna inversione di tendenza, con le vendite sostanzialmente stagnanti sul mese ed in calo sull’anno, con un crollo dell’1,4% del volume.
Complessivamente, anche il bilancio dei primi tre mesi è meno positivo di quanto possa apparire: le vendite sono cresciute rispetto al trimestre precedente soprattutto in valore (+0,7%), grazie alla spinta dell’inflazione; i volumi sono rimasti invece piatti o quasi (+0,1%). E la crescita ha riguardato soprattutto le grandi superfici: i piccoli, nonostante il mini-rimbalzo di marzo, nel primo trimestre hanno perso un ulteriore 0,7%.
Per invertire la tendenza, proponiamo di mettere in campo misure di stimolo per la domanda interna, anche utilizzando la leva fiscale: si potrebbe, ad esempio, ipotizzare una deduzione del 50% dall’imponibile Irpef, di carattere temporaneo, per le spese in beni durevoli e semidurevoli delle famiglie. Un intervento a costo zero o quasi per l’Erario, che potrebbe recuperare il gettito perduto attraverso l’IVA pagata sull’intero importo.

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